Caso clinico 03

Evoluzione sensitivo-motoria positiva dopo lesione del midollo spinale

uomo, 49 anni · Italia

Parallele di legno vuote in una luminosa palestra di riabilitazione

Scheda paziente

Paziente
uomo, 49 anni
Paese
Italia
Diagnosi
esiti di lesione midollare a livello L1–L2 con paraplegia degli arti inferiori e disfunzione neurogena di vescica e intestino
Principali deficit prima del trattamento
assenza di deambulazione autonoma, marcata riduzione della sensibilità nella parte inferiore del corpo, alterazione dei movimenti delle gambe, marcati disturbi sfinterici
Terapia effettuata
protocollo individuale autologo cellulare e neurorigenerativo
Decorso dopo il trattamento
comparsa di nuove sensazioni e parestesie agli arti inferiori, comparsa di attività motoria, miglioramento della sensibilità e della funzione vescicale

Anamnesi

Dopo una caduta dall'alto il paziente ha riportato un grave trauma della colonna e del midollo spinale a livello L1–L2. È stato sottoposto a intervento chirurgico d'urgenza con stabilizzazione vertebrale e decompressione midollare.

Nonostante la lunga riabilitazione intensiva successiva, persistevano la paraplegia degli arti inferiori, l'assenza di deambulazione autonoma, una marcata alterazione della sensibilità e la disfunzione neurogena degli organi pelvici.

Prima del trattamento

Il paziente si spostava autonomamente in carrozzina, ma non era in grado di stare in piedi né di camminare senza ausili specifici.

Permanevano:

  • marcata alterazione dei movimenti degli arti inferiori
  • riduzione e assenza di sensibilità sotto il livello della lesione
  • alterata percezione della parte inferiore del corpo
  • disfunzione vescicale neurogena con necessità di cateterismo regolare
  • alterazione della funzione intestinale

Il programma

Per il paziente è stato definito un programma autologo personalizzato di terapia cellulare e neurorigenerativa.

Nella fase preparatoria sono stati eseguiti prelievi di sangue periferico e di midollo osseo per ottenere i prodotti cellulari del paziente.

Il programma comprendeva:

  • terapia cellulare autologa
  • cellule T regolatorie
  • una componente neuro-orientata della terapia cellulare
  • terapia esosomiale
  • due sedute di neuroterapia

Decorso dopo il trattamento

Dopo il programma il paziente ha riferito la comparsa di nuove sensazioni nella parte inferiore del corpo.

Sono comparse parestesie sotto forma di formicolio e pizzicore ed è diventata più distinta la percezione degli arti inferiori e del proprio corpo sotto il livello della lesione.

È comparsa inoltre una nuova attività motoria volontaria agli arti inferiori, più marcata a destra.

Un'evoluzione positiva ha riguardato anche le funzioni pelviche: il paziente ha riferito un miglioramento della percezione del riempimento vescicale e del grado di controllo della sua funzione.

Esito

Dopo il programma i cambiamenti positivi hanno riguardato più ambiti contemporaneamente:

  • miglioramento della sensibilità
  • comparsa di nuove sensazioni nella parte inferiore del corpo
  • comparsa di attività motoria alle gambe
  • miglioramento della funzione vescicale

È particolarmente significativo che questi cambiamenti siano comparsi dopo un lungo periodo di deficit neurologico marcato e relativamente stabile.

Il caso è descritto sulla base della documentazione clinica del paziente e dell'osservazione nel periodo successivo al programma. Non vengono pubblicati dati personali. Il decorso della malattia e la risposta al trattamento variano da paziente a paziente.