Caso clinico 04
Miglioramento delle funzioni motorie nella malattia di Parkinson in fase iniziale
donna, 72 anni · Portogallo

Scheda paziente
- Paziente
- donna, 72 anni
- Paese
- Portogallo
- Diagnosi
- malattia di Parkinson, fase iniziale
- Anamnesi neurologica associata
- poliomielite nell'infanzia; alla RM alterazioni croniche vascolari e demielinizzanti dell'encefalo
- Manifestazioni principali prima del trattamento
- alterazione della deambulazione e dell'equilibrio, bradicinesia e rigidità prevalentemente a destra, tremore a riposo, ipofonia, ipomimia, riduzione della velocità e della precisione dei movimenti fini
- Terapia effettuata
- programma individuale combinato cellulare, immunoregolatorio e neurorigenerativo
- Decorso dopo il trattamento
- stabilizzazione, riduzione di rigidità e bradicinesia, miglioramento della deambulazione, della voce e della motricità fine
Anamnesi
La paziente si è rivolta al neurologo per disturbi della deambulazione e dell'equilibrio comparsi nell'arco di alcuni mesi.
A questi si sono aggiunte gradualmente lentezza dei movimenti e rigidità muscolare, più marcate sul lato destro. Compariva inoltre periodicamente un tremore a riposo, prevalentemente a destra. Si rilevavano una riduzione del volume della voce e una minore espressività mimica.
All'esame neurologico si evidenziavano ipomimia, ipofonia, lieve ipertono plastico più marcato a destra, tremore a riposo e bradicinesia moderata. La deambulazione era caratterizzata da riduzione della velocità e dell'ampiezza del passo, e nell'esecuzione di movimenti rapidi ripetuti delle dita delle mani e dei piedi si osservava un rallentamento.
Nell'insieme dei segni clinici il neurologo ha posto la diagnosi di malattia di Parkinson in fase iniziale.
Prima del trattamento
Al momento della presa in carico, per la paziente contavano soprattutto:
- l'alterazione della deambulazione e dell'equilibrio
- la bradicinesia, cioè il rallentamento generale dei movimenti
- la rigidità muscolare, prevalentemente a destra
- il tremore a riposo intermittente
- l'ipofonia, cioè la riduzione della forza e del volume della voce
- l'ipomimia
- la riduzione della velocità e della precisione dei movimenti fini delle mani
Nella valutazione della deambulazione si è tenuto conto anche della poliomielite contratta nell'infanzia, che poteva contribuire alle sue limitazioni motorie.
Il programma
Dopo l'analisi del quadro clinico è stato definito per la paziente un programma combinato personalizzato di terapia cellulare, immunoregolatoria e neurorigenerativa.
Nella fase preparatoria è stato lavorato il materiale biologico della paziente per il successivo impiego di cellule T regolatorie autologhe.
Il programma comprendeva diverse direzioni complementari:
- terapia con le sue cellule T regolatorie
- impiego di cellule stromali mesenchimali di origine placentare
- componenti sistemica e neuro-orientata della terapia cellulare
- terapia esosomiale concentrata
- supporto peptidico per via intranasale
- due sedute di neuroterapia
Dosaggi esatti e sequenza delle procedure facevano parte di un protocollo interno individuale.
Decorso dopo il trattamento
Dopo il programma la paziente ha rilevato cambiamenti positivi soprattutto sul versante delle funzioni motorie.
Stabilizzazione della malattia
Uno dei risultati principali è stato l'arresto della precedente progressione clinica della malattia.
La paziente ha smesso di notare il peggioramento costante osservato prima della terapia. Nel periodo di osservazione successivo il quadro è diventato notevolmente più stabile.
Rigidità e bradicinesia
La rigidità muscolare è diventata meno marcata.
Anche la bradicinesia è diventata meno evidente: i movimenti sono diventati più liberi, più rapidi e meno impacciati, il che ha reso più agevoli le attività quotidiane abituali.
Deambulazione
La paziente ha rilevato un miglioramento della qualità della deambulazione.
Spostarsi è diventato più sicuro ed è migliorata la mobilità complessiva.
Voce
Un'evoluzione positiva ha riguardato anche l'eloquio: l'ipofonia si è ridotta e la voce è diventata più piena e più udibile.
Motricità fine
Sono migliorate anche la velocità e la precisione dei movimenti fini delle mani, il che ha reso più semplici i gesti che richiedono un buon controllo delle dita.
Esito
Dopo il programma combinato individuale l'evoluzione positiva più evidente ha riguardato diverse manifestazioni chiave della sindrome parkinsoniana:
- arresto della precedente progressione clinica della malattia;
- riduzione della rigidità
- riduzione della bradicinesia
- miglioramento della deambulazione
- riduzione dell'ipofonia
- miglioramento della motricità fine
Per la paziente ha contato in particolare il fatto che il cambiamento non abbia riguardato un singolo sintomo isolato, ma più funzioni contemporaneamente fra quelle che scandiscono la sua attività quotidiana: il movimento, la deambulazione, la voce e l'uso delle mani.
Il caso è descritto sulla base della documentazione clinica del paziente e dell'osservazione nel periodo successivo al programma. Non vengono pubblicati dati personali. Il decorso della malattia e la risposta al trattamento variano da paziente a paziente.
