Caso clinico 02
Miglioramento funzionale nell'atrofia multisistemica di tipo cerebellare
uomo, 52 anni · Belgio

Scheda paziente
- Paziente
- uomo, 52 anni
- Paese
- Belgio
- Diagnosi
- atrofia multisistemica, variante cerebellare (MSA-C)
- Manifestazioni principali
- disartria, marcati disturbi della coordinazione, deambulazione fortemente compromessa, episodi di disfagia, alterazione della motricità fine
- Follow-up precedente
- presa in carico prolungata da parte di un neurologo specialista in Belgio
- Terapia effettuata
- programma individuale combinato di terapia cellulare, immunoregolatoria e neurorigenerativa
- Decorso dopo il trattamento
- stabilizzazione, miglioramento dell'eloquio e della coordinazione, cessazione degli episodi di disfagia, lieve miglioramento della motricità fine
Anamnesi
Il paziente era seguito da tempo dai neurologi in Belgio per una sindrome cerebellare lentamente progressiva.
Con l'evolvere della malattia i disturbi dell'equilibrio e della coordinazione sono diventati la manifestazione più marcata, la deambulazione è peggiorata ed è comparsa la disartria. Nella documentazione clinica era posta la diagnosi di atrofia multisistemica di tipo cerebellare – MSA-C. Si rilevava una marcata perdita dell'autonomia nella deambulazione, presente da oltre un anno.
Il paziente proseguiva attivamente le terapie di supporto: fisioterapia, nuoto e sedute di logopedia. Nonostante la riabilitazione la mobilità restava sostanzialmente limitata: poteva percorrere solo brevi distanze con il deambulatore e necessitava di aiuto nella vita quotidiana.
Una particolarità di questo caso è che il nostro programma è stato condotto in collaborazione con il neurologo curante del paziente, che ha continuato a seguirlo per tutto il periodo. Questo ha permesso di mantenere una presa in carico neurologica completa e di valutare i cambiamenti non solo in base a quanto riferito dal paziente e dalla famiglia, ma nell'ambito del suo follow-up medico continuativo.
Esame neurologico
Il quadro clinico corrispondeva a un interessamento prevalente dei sistemi cerebellari.
All'esame sono stati descritti:
- disartria
- alterazione della qualità e della chiarezza dell'eloquio
- disturbi dell'equilibrio
- atassia alla prova indice-naso
- adiadococinesia bilaterale
- nistagmo
- alterato controllo dei movimenti fini degli arti superiori
I disturbi della coordinazione incidevano notevolmente anche sull'attività quotidiana. Al paziente risultava difficile compiere gesti che richiedono precisione manuale: radersi, tagliare il cibo, infilare calze e scarpe.
La RM encefalo mostrava alterazioni atrofiche prevalentemente nelle strutture infratentoriali. Rispetto all'esame precedente, all'ultima valutazione non era stata registrata una progressione aggiuntiva significativa dell'atrofia.
Al momento della consulenza
Alla prima consulenza i disturbi principali del paziente erano:
- disartria marcata
- disturbi della coordinazione
- alterazione dell'equilibrio
- deambulazione fortemente limitata, circa 10–20 metri
- rari episodi di disfagia
- alterazione della motricità fine e della precisione dei movimenti delle mani
Per il paziente contavano soprattutto i disturbi dell'eloquio, della deambulazione e della coordinazione, perché erano questi a limitare maggiormente la sua autonomia nella vita quotidiana.
L'obiettivo non era agire su un singolo sintomo, ma costruire un programma completo rivolto a preservare la riserva funzionale del sistema nervoso e a migliorare le funzioni già compromesse.
Il programma
Dopo l'analisi dell'anamnesi, dello stato neurologico e dei risultati degli accertamenti, per il paziente è stato definito un programma combinato personalizzato di terapia rigenerativa e immunoregolatoria.
Nella prima fase è stato eseguito un prelievo di sangue venoso periferico per ottenere i suoi linfociti T regolatori, poi coltivati e preparati come terapia cellulare autologa.
Il programma successivo comprendeva diverse direzioni complementari:
- terapia con cellule stromali mesenchimali di origine placentare
- impiego delle cellule T regolatorie autologhe del paziente
- combinazione di somministrazione sistemica e neuro-orientata del prodotto cellulare
- terapia esosomiale
- supporto neurorigenerativo per via intranasale
Dosaggi, sequenza e parametri delle procedure sono stati scelti individualmente e facevano parte di un protocollo interno personalizzato.
Per tutto il percorso il paziente è rimasto seguito dal proprio neurologo e il programma è stato condotto in collaborazione con la sua équipe medica di riferimento.
Decorso dopo il trattamento
Al controllo successivo il paziente e i suoi familiari hanno rilevato cambiamenti positivi su più fronti funzionalmente rilevanti.
Stabilizzazione della malattia
Uno dei risultati principali è stato l'arresto della precedente progressione clinica della malattia.
Il paziente ha smesso di notare il peggioramento costante osservato prima della terapia. Nel periodo di osservazione successivo il quadro è diventato notevolmente più stabile.
Eloquio
Uno dei risultati più evidenti è stato il miglioramento dell'eloquio.
L'eloquio è diventato più chiaro e comprensibile e sostenere una conversazione è diventato più facile. È un aspetto particolarmente rilevante dato che la disartria era una delle manifestazioni più marcate della malattia.
Coordinazione
Il paziente e chi gli sta vicino hanno rilevato anche una riduzione dei disturbi della coordinazione.
Il controllo del movimento è migliorato e i gesti sono diventati più precisi e più governabili.
Deglutizione
Prima del programma comparivano periodicamente episodi di alterata deglutizione.
Dopo il trattamento il paziente e la famiglia hanno riferito che gli episodi di disfagia hanno smesso di presentarsi.
Motricità fine
È stato rilevato anche un lieve miglioramento della motricità fine e del controllo dei movimenti precisi delle mani.
I cambiamenti sono stati meno marcati rispetto all'eloquio e alla coordinazione, ma il paziente ha notato un'evoluzione positiva anche in questo ambito.
Esito
In questo caso, dopo il programma combinato individuale, l'evoluzione positiva più marcata ha riguardato proprio le funzioni legate al sistema cerebellare:
- arresto della precedente progressione clinica della malattia;
- miglioramento dell'eloquio
- riduzione dei disturbi della coordinazione
- cessazione degli episodi di disfagia
- evoluzione positiva della motricità fine
Per la nostra équipe conta particolarmente che questo paziente sia stato trattato non in modo isolato, ma nell'ambito di una presa in carico neurologica completa e di un lavoro condiviso con i suoi specialisti curanti.
In questo caso tale approccio integrato si è accompagnato al miglioramento di più funzioni contemporaneamente, quelle che determinavano direttamente l'autonomia quotidiana e la qualità della vita del paziente.
Il caso è descritto sulla base della documentazione clinica del paziente e dell'osservazione nel periodo successivo al programma. Non vengono pubblicati dati personali. Il decorso della malattia e la risposta al trattamento variano da paziente a paziente.
