Caso clinico 11

Stabilizzazione della malattia e ampliamento delle capacità motorie nella malattia del motoneurone

uomo · Italia

Una banda elastica e una fascia di supporto imbottita su una panca di legno

Scheda paziente

Paziente
uomo
Paese
Italia
Diagnosi
malattia del motoneurone progressiva con marcato interessamento del motoneurone inferiore e superiore
Manifestazioni principali prima del trattamento
tetraparesi grave a prevalenza degli arti inferiori, marcate atrofie muscolari, disfagia con necessità di PEG, disartria, insufficienza respiratoria con impiego di ventilazione non invasiva
Terapia effettuata
programma individuale allogenico cellulare, immunoregolatorio e neurorigenerativo
Decorso dopo il trattamento
stabilizzazione senza ulteriore progressione marcata, aumento della forza e dell'ampiezza dei movimenti attivi, comparsa di nuovi movimenti agli arti superiori e inferiori, trofismo muscolare conservato e maggiore autonomia respiratoria

Anamnesi

La malattia del motoneurone è stata diagnosticata all'inizio del 2023, ma i primi disturbi motori erano comparsi prima.

Gli studi elettrofisiologici mostravano un interessamento neurogeno diffuso con denervazione cronica e in atto a livello degli arti superiori e inferiori e della muscolatura toracica. Le alterazioni più marcate erano inizialmente agli arti inferiori.

Nonostante la terapia condotta la malattia ha continuato a progredire. A gennaio 2025 l'esame neurologico evidenziava marcata ipotonia muscolare generalizzata e atrofie a tutti e quattro gli arti. I movimenti attivi agli arti inferiori erano praticamente assenti e alle braccia permanevano solo movimenti isolati di scarsa forza.

Il deficit motorio e respiratorio ha continuato ad aumentare in seguito.

Prima del trattamento

Al momento del programma il quadro del paziente era di grave limitazione funzionale.

I problemi principali erano:

  • tetraparesi marcata, molto più grave agli arti inferiori
  • assenza di movimenti attivi alle gambe
  • marcate atrofie muscolari
  • notevole limitazione dei movimenti delle braccia
  • disfagia, che ha reso necessaria una PEG per l'alimentazione
  • disartria
  • riduzione dell'efficacia della tosse
  • marcati disturbi respiratori con necessità di supporto ventilatorio non invasivo

Immediatamente prima del programma gli specialisti della riabilitazione rilevavano una marcata riduzione del trofismo muscolare agli arti superiori e inferiori e l'assenza di movimenti attivi alle gambe. Il paziente necessitava di ventilazione non invasiva nelle 24 ore. I movimenti attivi erano conservati in misura limitata soprattutto alle braccia e al collo.

In questa situazione l'obiettivo principale del trattamento era anzitutto arrestare l'ulteriore peggioramento funzionale, preservare la riserva motoria residua e provare ad ampliare la motricità attiva.

Il programma

Per il paziente è stato messo a punto un programma personalizzato allogenico cellulare e neurorigenerativo.

Il protocollo comprendeva diverse direzioni complementari:

  • terapia con cellule stromali mesenchimali
  • impiego di cellule T regolatorie
  • componenti cellulari sistemica e neuro-orientata
  • terapia esosomiale concentrata
  • supporto peptidico per via intranasale
  • due sedute di elettroneurostimolazione

Dosaggi esatti, sequenza e particolarità tecniche delle procedure facevano parte di un protocollo interno individuale.

Decorso dopo il trattamento

Uno dei risultati più importanti del follow-up successivo è stata la stabilizzazione del quadro.

Il precedente peggioramento costante ha smesso di manifestarsi. Anzi, gli specialisti che seguivano regolarmente la riabilitazione del paziente hanno cominciato a registrare un ampliamento delle sue capacità motorie.

Funzione motoria

Già a dicembre è stata registrata un'evoluzione positiva:

  • sono aumentate la forza e il numero dei movimenti attivi delle dita della mano sinistra
  • sono comparsi movimenti di singole dita e del polso prima assenti
  • si sono rafforzati i movimenti attivi a gomito e spalla sinistri
  • sono comparsi movimenti attivi minimi delle dita del piede sinistro

Il miglioramento è proseguito in seguito.

A gennaio gli specialisti rilevavano un ulteriore ampliamento della motricità attiva:

  • sono migliorate forza e coordinazione dei movimenti di mano, polso, gomito e cingolo scapolare a sinistra
  • sono comparsi e si sono rafforzati movimenti all'arto superiore destro
  • sono comparsi movimenti attivi all'arto inferiore sinistro, compresi movimenti dell'anca e delle dita del piede

È particolarmente importante che contemporaneamente non si sia verificato un ulteriore peggioramento del trofismo muscolare.

Funzione respiratoria

Un'evoluzione positiva è stata rilevata anche sul versante respiratorio.

Se prima del trattamento il paziente necessitava di ventilazione non invasiva nelle 24 ore, in seguito è comparsa la possibilità di respirare autonomamente per brevi periodi, fino a un'ora.

È aumentato inoltre il volume raggiunto con lo spirometro incentivante, fino a 300 ml.

Esito

Nel periodo di follow-up gli specialisti hanno registrato stabilizzazione del quadro e progressivo miglioramento funzionale.

I risultati più significativi sono stati:

  • cessazione del precedente marcato peggioramento funzionale;
  • trofismo muscolare conservato senza ulteriore riduzione apprezzabile
  • aumento della forza e dell'ampiezza dei movimenti attivi agli arti superiori
  • comparsa di nuovi movimenti volontari
  • comparsa di attività motoria agli arti inferiori
  • miglioramento della coordinazione dei movimenti delle braccia
  • aumento dell'autonomia respiratoria, con periodi di respiro autonomo senza ventilazione non invasiva continua

A dare particolare valore a questo caso è il fatto che l'evoluzione positiva sia stata rilevata non solo dal paziente e dai suoi familiari, ma anche dagli specialisti della riabilitazione, che lo hanno seguito con continuità prima e dopo il programma e hanno documentato la comparsa di nuove capacità motorie.

Per un paziente con una malattia del motoneurone grave e progressiva, la combinazione fra stabilizzazione del quadro, comparsa di nuovi movimenti attivi e maggiore autonomia respiratoria è stata il risultato funzionale più significativo del programma.

Il caso è descritto sulla base della documentazione clinica del paziente e dell'osservazione nel periodo successivo al programma. Non vengono pubblicati dati personali. Il decorso della malattia e la risposta al trattamento variano da paziente a paziente.

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