Caso clinico 10

Stabilizzazione della sclerosi multipla primariamente progressiva e marcato miglioramento funzionale

uomo, 54 anni · Belgio

Un bastone sottile appoggiato a una poltrona di lino chiaro accanto alla finestra

Scheda paziente

Paziente
uomo, 54 anni
Paese
Belgio
Diagnosi
sclerosi multipla, decorso primariamente progressivo
Manifestazioni principali prima del trattamento
assenza di deambulazione autonoma, marcata ipostenia prevalentemente agli arti di sinistra, spasticità, riduzione della sensibilità, alterazione della coordinazione, crampi agli arti, ritenzione urinaria
Stato funzionale
spostamenti in carrozzina, mobilità autonoma fortemente limitata
Terapia effettuata
protocollo individuale autologo cellulare e neurorigenerativo
Decorso dopo il trattamento
stabilizzazione e arresto del precedente peggioramento, netta riduzione della spasticità, aumento della forza agli arti di sinistra, miglioramento della sensibilità e della coordinazione, riduzione dei crampi

Anamnesi

La sclerosi multipla ha un decorso progressivo di lunga data. La disabilità si era strutturata molto prima della presa in carico e la diagnosi formale è stata posta nel 2016.

Con l'evolvere della malattia le capacità motorie si sono progressivamente ridotte. Il paziente ha perso la capacità di camminare autonomamente e ha cominciato a usare stabilmente la carrozzina.

Nei referti neurologici specialistici la malattia era valutata come sclerosi multipla primariamente progressiva con marcato deficit motorio. In una fase del follow-up il livello di disabilità raggiungeva un EDSS di circa 7,5.

Nel quadro clinico dominavano spasticità marcata, ipostenia degli arti, riduzione della sensibilità e una notevole limitazione dell'attività motoria volontaria.

Nel 2023 il paziente aveva già effettuato un ciclo di terapia cellulare presso un altro centro medico. Dopo di esso aveva riferito un miglioramento del benessere generale, senza però un recupero marcato della forza agli arti.

Prima del trattamento

I problemi principali del paziente erano:

  • impossibilità di camminare autonomamente
  • marcata ipostenia degli arti, più evidente a sinistra
  • tono muscolare notevolmente aumentato e spasticità
  • riduzione della sensibilità
  • alterazione della coordinazione dei movimenti
  • crampi agli arti
  • ritenzione urinaria
  • marcata limitazione dell'autonomia quotidiana

Prima del nostro programma il paziente continuava a rilevare un progressivo peggioramento del quadro neurologico.

Gli obiettivi principali del trattamento erano la stabilizzazione del processo progressivo, la conservazione della riserva funzionale residua e il miglioramento delle capacità motorie e sensitive.

Il programma

Per il paziente è stato messo a punto un programma autologo personalizzato cellulare e neurorigenerativo.

Il protocollo comprendeva:

  • terapia sistemica con cellule stromali mesenchimali
  • una componente neuro-orientata con impiego di cellule mesenchimali neuroindotte
  • terapia esosomiale concentrata
  • combinazione di approccio sistemico e intratecale

Dosaggi esatti, caratteristiche dei prodotti cellulari e sequenza delle procedure facevano parte di un protocollo interno individuale.

Decorso dopo il trattamento

Dopo il programma il paziente ha rilevato una marcata evoluzione neurologica positiva.

Stabilizzazione della malattia

Uno dei risultati più importanti è stato l'arresto della precedente progressione clinica della malattia.

Il paziente ha smesso di notare il peggioramento costante osservato prima del trattamento. Nel periodo di follow-up lo stato neurologico è diventato notevolmente più stabile.

Tono muscolare

Si è verificata una marcata riduzione della spasticità e del tono muscolare patologicamente aumentato.

Gli arti sono diventati meno rigidi e i movimenti più liberi e più governabili.

Forza muscolare

Contemporaneamente il paziente ha rilevato un aumento della forza agli arti, soprattutto a sinistra, dove il deficit motorio prima del trattamento era più marcato.

È particolarmente significativo che l'aumento della forza attiva sia avvenuto in un contesto di riduzione della spasticità.

Sensibilità

È comparsa inoltre un'evoluzione positiva della sensibilità.

Il paziente percepisce meglio gli arti ed è migliorata la percezione del movimento e della posizione del corpo.

Coordinazione

È stato rilevato un miglioramento significativo della coordinazione dei movimenti.

I movimenti volontari sono diventati più precisi, più coordinati e più facilmente controllabili.

Crampi

Dopo il trattamento si sono ridotte anche frequenza e intensità dei crampi agli arti, con un ulteriore effetto positivo sulla condizione quotidiana del paziente.

Esito

Dopo il programma individuale i risultati più significativi sono stati:

  • arresto della precedente progressione clinica della malattia;
  • il paziente ha smesso di rilevare un ulteriore peggioramento
  • netta riduzione della spasticità
  • riduzione del tono muscolare patologicamente aumentato
  • aumento della forza, soprattutto agli arti di sinistra;
  • miglioramento della sensibilità
  • netto miglioramento della coordinazione dei movimenti
  • riduzione dei crampi
  • miglioramento del controllo motorio complessivo

Particolarmente importante in questo caso è stata la combinazione fra stabilizzazione di un quadro prima progressivo e contemporaneo miglioramento funzionale.

Dopo un lungo periodo di peggioramento costante il paziente non solo ha smesso di perdere ulteriori funzioni, ma ha ottenuto un'evoluzione positiva proprio negli ambiti più problematici: forza muscolare, spasticità, sensibilità e coordinazione dei movimenti.

Il caso è descritto sulla base della documentazione clinica del paziente e dell'osservazione nel periodo successivo al programma. Non vengono pubblicati dati personali. Il decorso della malattia e la risposta al trattamento variano da paziente a paziente.

Come trattiamo: Sclerosi multipla →