Caso clinico 09

Stabilizzazione della sclerosi multipla secondariamente progressiva e miglioramento della funzione motoria

donna, 62 anni al momento della valutazione iniziale · Italia

Un deambulatore appoggiato alla parete di un corridoio luminoso della clinica

Scheda paziente

Paziente
donna, 62 anni al momento della valutazione iniziale
Paese
Italia
Diagnosi
sclerosi multipla, decorso secondariamente progressivo
Manifestazioni principali prima del trattamento
marcata ipostenia degli arti inferiori, prevalentemente a sinistra, peggioramento della deambulazione, ridotta resistenza fisica, disturbi della sensibilità, episodi di caduta, disturbi minzionali, stipsi, cefalea
Stato funzionale
deambulazione con appoggio monolaterale, EDSS 6,0–6,5
Terapia effettuata
programma individuale combinato cellulare, immunoregolatorio e neurorigenerativo
Decorso dopo il trattamento
arresto dell'ulteriore progressione clinica, aumento della forza alle gambe, miglioramento della deambulazione e della resistenza, maggiore autonomia domestica, riduzione della cefalea, assenza di nuove ricadute

Anamnesi

La diagnosi di sclerosi multipla è stata posta intorno ai 40 anni, dopo il riscontro alla RM di lesioni demielinizzanti. In quel periodo la malattia si manifestava fra l'altro con cefalea e alterazione della sensibilità al di sotto del livello addominale.

La paziente ha attraversato varie fasi di terapia modificante la malattia, fra cui interferone e natalizumab, e in occasione delle ricadute ha ricevuto glucocorticosteroidi. La terapia specifica è stata successivamente sospesa, mentre è proseguita una riabilitazione neuromotoria regolare.

Nei due anni precedenti la presa in carico la funzione motoria è peggiorata in modo particolarmente evidente. Per camminare è diventato necessario un appoggio monolaterale e si sono verificate cadute periodiche. Il neurologo ha valutato il decorso della malattia come secondariamente progressivo.

La RM confermava un interessamento demielinizzante diffuso: lesioni multiple erano presenti in diverse sedi encefaliche e lungo il midollo spinale cervicale.

Prima del trattamento

Al momento della presa in carico i problemi più rilevanti erano:

  • marcata ipostenia degli arti inferiori, maggiore a sinistra
  • andatura paraparetica
  • necessità di un appoggio aggiuntivo per gli spostamenti
  • notevole riduzione della resistenza fisica
  • episodi periodici di caduta
  • riduzione della sensibilità agli arti inferiori
  • disturbo minzionale di tipo ritentivo
  • stipsi
  • cefalea

Il livello di deficit neurologico corrispondeva a un EDSS di 6,0–6,5, cioè la malattia limitava già in modo sostanziale la mobilità autonoma della paziente.

L'obiettivo principale del programma era ottenere la stabilizzazione del processo secondariamente progressivo, preservare le funzioni presenti e migliorare il più possibile le capacità motorie della paziente.

Il programma

Per la paziente è stato definito un programma combinato personalizzato di terapia cellulare, immunoregolatoria e neurorigenerativa.

Nella fase preparatoria è stato eseguito un prelievo di sangue periferico per ottenere le sue cellule T regolatorie.

Il programma comprendeva:

  • terapia con cellule stromali mesenchimali
  • impiego di cellule T regolatorie autologhe
  • componenti cellulari sistemica e neuro-orientata
  • terapia esosomiale concentrata
  • supporto peptidico per via intranasale
  • due sedute di neuroterapia
  • proseguimento del follow-up e della riabilitazione

Dosaggi esatti e sequenza delle procedure facevano parte di un protocollo interno individuale.

Decorso dopo il trattamento

La paziente ha cominciato a rilevare i primi cambiamenti positivi già circa due settimane dopo il programma.

Forza agli arti inferiori

Il risultato precoce più evidente è stato un aumento della forza alle gambe.

È diventato molto più facile per lei sollevare autonomamente gli arti inferiori. In particolare, riusciva a tirare su le gambe quasi senza aiuto salendo in automobile o passando in posizione sdraiata sul letto.

Deambulazione e autonomia funzionale

La capacità di spostarsi è migliorata sensibilmente.

Già dopo due settimane la paziente è riuscita a salire più volte al primo piano da sola, tenendosi al corrimano.

In seguito la deambulazione è diventata più sicura ed è aumentata la capacità di sostenere lo sforzo fisico e di svolgere le abituali attività domestiche con meno aiuto esterno.

Riabilitazione

L'aumento della forza e del controllo motorio ha permesso di ampliare il volume della riabilitazione attiva.

In fisioterapia la paziente ha cominciato a eseguire esercizi prima per lei inaccessibili, il che ha ulteriormente ampliato le sue possibilità funzionali.

Resistenza

È aumentata la resistenza fisica generale: la paziente è in grado di restare attiva più a lungo e di sostenere un carico motorio maggiore.

Cefalea

È stata rilevata anche un'evoluzione positiva della cefalea: è diventata meno intensa e la disturba molto più di rado.

Stabilizzazione della malattia

Un risultato particolarmente importante del follow-up successivo è stato che la precedente progressione costante della malattia si è arrestata.

Dopo la terapia non si è osservato l'ulteriore aumento del deficit motorio che aveva caratterizzato gli anni precedenti.

Inoltre, nel periodo di osservazione non sono state registrate nuove ricadute cliniche.

L'evoluzione positiva precoce comparsa dopo due settimane si è così accompagnata, nel tempo, alla stabilizzazione del quadro neurologico complessivo.

Esito

Dopo il programma individuale sono stati rilevati:

  • arresto dell'ulteriore progressione clinica della malattia;
  • assenza di nuove ricadute nel periodo di osservazione
  • aumento della forza agli arti inferiori
  • netto miglioramento della deambulazione
  • maggiore capacità di affrontare le scale autonomamente
  • maggiore autonomia domestica
  • ampliamento delle possibilità in fisioterapia
  • aumento della resistenza fisica
  • riduzione della cefalea

Per una paziente con sclerosi multipla secondariamente progressiva è stata particolarmente significativa la combinazione fra stabilizzazione della malattia e comparsa di nuove capacità funzionali.

I cambiamenti hanno riguardato proprio le funzioni che limitavano maggiormente la sua vita quotidiana: la forza delle gambe, la deambulazione, la capacità di affrontare le scale, gli spostamenti autonomi e la partecipazione attiva al programma riabilitativo.

Il caso è descritto sulla base della documentazione clinica del paziente e dell'osservazione nel periodo successivo al programma. Non vengono pubblicati dati personali. Il decorso della malattia e la risposta al trattamento variano da paziente a paziente.

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