Caso clinico 16
Stabilizzazione della sclerosi multipla secondariamente progressiva e miglioramento delle funzioni motorie
donna · Italia

Scheda paziente
- Paziente
- donna
- Paese
- Italia
- Diagnosi
- sclerosi multipla, decorso secondariamente progressivo, con marcata paraparesi ipostenico-atassica e alterazione delle funzioni sfinteriche
- Manifestazioni principali prima del trattamento
- ipostenia marcata degli arti inferiori, deambulazione fortemente limitata con necessità di appoggio bilaterale, riduzione della sensibilità, rigidità agli arti, alterazione della funzione vescicale, ridotta resistenza fisica
- Stato funzionale
- deambulazione autonoma limitata a pochi metri con appoggio bilaterale; EDSS 6,5–7,0
- Terapia effettuata
- programma individuale cellulare e neurorigenerativo da donatore
- Decorso dopo il trattamento
- arresto della precedente progressione della malattia, aumento della forza agli arti, riduzione della rigidità e del tono patologico prevalentemente a sinistra, aumento della resistenza fisica
Anamnesi
Le prime manifestazioni della malattia demielinizzante sono comparse già nel 1977. In periodi diversi si sono verificati episodi di diplopia, disturbi visivi ed emiparesi sinistra. In seguito è stata posta la diagnosi di sclerosi multipla.
Con il tempo la malattia è passata a una fase secondariamente progressiva. Già fra il 2012 e il 2013 si era strutturata una marcata paraparesi degli arti inferiori con limitazione della deambulazione autonoma e coinvolgimento delle funzioni sfinteriche.
Nonostante la riabilitazione, le capacità motorie sono progressivamente diminuite. La paziente riusciva a spostarsi solo con appoggio bilaterale e la distanza di cammino si è ridotta nel tempo a pochi metri.
Nel 2023 utilizzava un deambulatore e riusciva a percorrere autonomamente circa 5–10 metri. Alla valutazione obiettiva si rilevavano marcata ipostenia degli arti inferiori, soprattutto nella flessione delle anche, riduzione bilaterale della sensibilità profonda e un'alterazione significativa della funzione vescicale.
Prima del trattamento
Al momento della presa in carico i principali problemi funzionali erano:
- ipostenia marcata degli arti inferiori
- paraparesi bilaterale
- limitazione sostanziale della deambulazione autonoma
- necessità di deambulatore o di appoggio bilaterale
- riduzione della sensibilità agli arti inferiori
- sensazione di rigidità e alterato controllo dei movimenti
- alterazione della funzione vescicale
- marcata riduzione della resistenza fisica
Il livello di deficit motorio corrispondeva a un EDSS di circa 6,5–7,0 e gli spostamenti senza appoggio erano fortemente limitati.
Gli obiettivi principali del programma sono stati stabilizzare una malattia secondariamente progressiva, preservare la riserva motoria residua e migliorare forza, tono e tolleranza allo sforzo fisico.
Il programma
Per la paziente è stato definito un programma personalizzato da donatore di terapia cellulare e neurorigenerativa.
Il protocollo comprendeva:
- terapia con cellule stromali mesenchimali di origine donatoria
- una componente cellulare sistemica
- impiego di un preparato esosomiale concentrato
- un ciclo di neuroterapia
Dosaggi esatti, sequenza delle procedure e parametri tecnologici facevano parte di un protocollo interno individuale.
Decorso dopo il trattamento
Dopo il programma la paziente ha rilevato un'evoluzione positiva su più fra le funzioni motorie più significative contemporaneamente.
Stabilizzazione della malattia
Il risultato più importante è stato l'arresto della precedente progressione clinica.
Nel periodo di osservazione successivo la paziente non ha più rilevato l'ulteriore peggioramento costante delle capacità motorie che accompagnava il decorso secondariamente progressivo della malattia.
Forza muscolare
È stato rilevato un aumento della forza agli arti, soprattutto nei gruppi muscolari degli arti inferiori funzionalmente più limitati.
I movimenti risultavano più agevoli ed è migliorata la capacità di sfruttare attivamente il potenziale motorio residuo.
Rigidità e tono muscolare
È diminuita anche la rigidità muscolare.
La paziente ha rilevato una riduzione del tono patologicamente aumentato, in particolare agli arti sinistri. I movimenti sono diventati più liberi e meglio controllati.
Resistenza fisica
È aumentata sensibilmente la resistenza fisica.
La paziente è diventata capace di mantenere l'attività motoria più a lungo e di tollerare un carico maggiore senza il rapido esaurimento di prima.
Per una paziente con una paraparesi marcata di lunga data questo ha avuto un valore sostanziale, perché le ha permesso di sfruttare più pienamente le capacità motorie residue.
Esito
Dopo il programma individuale da donatore i risultati più significativi sono stati:
- arresto della precedente progressione clinica della malattia;
- assenza di un ulteriore peggioramento costante delle funzioni motorie
- aumento della forza agli arti;
- riduzione della rigidità
- riduzione del tono muscolare patologicamente aumentato, prevalentemente a sinistra
- miglioramento del controllo dei movimenti
- aumento della resistenza fisica e della tolleranza al carico.
Per una paziente con una sclerosi multipla secondariamente progressiva di lunga durata ha avuto particolare valore la combinazione fra stabilizzazione della malattia e un reale miglioramento del potenziale motorio.
Dopo molti anni di progressiva limitazione della mobilità, la paziente ha smesso di rilevare un'ulteriore perdita di funzioni e ha contemporaneamente ottenuto un'evoluzione positiva proprio negli ambiti più significativi per lei: la forza muscolare, la libertà di movimento e la resistenza fisica.
Il caso è descritto sulla base della documentazione clinica del paziente e dell'osservazione nel periodo successivo al programma. Non vengono pubblicati dati personali. Il decorso della malattia e la risposta al trattamento variano da paziente a paziente.
