Caso clinico 15

Stabilizzazione e recupero dell'autonomia funzionale in una sindrome parkinsoniana

uomo, 78 anni · Italia

Maniglioni di sostegno e un asciugamano piegato in un bagno luminoso della clinica

Scheda paziente

Paziente
uomo, 78 anni
Paese
Italia
Diagnosi
sindrome parkinsoniana con instabilità posturale e disturbi motori, cognitivi e comunicativi
Manifestazioni principali prima del trattamento
disturbo dell'equilibrio, episodi di caduta, necessità di appoggio aggiuntivo nella deambulazione, rigidità prevalentemente agli arti destri, ridotta resistenza fisica, riduzione dell'attività generale, riduzione dell'attività cognitiva e comunicativa
Terapia effettuata
programma individuale combinato cellulare, immunoregolatorio e neurorigenerativo
Decorso dopo il trattamento
stabilizzazione e arresto del precedente peggioramento, aumento della resistenza, progressivo miglioramento della deambulazione fino all'abbandono del bastone, riduzione della rigidità, miglioramento delle funzioni cognitive e della comunicazione con i familiari

Anamnesi

Al momento della presa in carico la sindrome parkinsoniana incideva già sostanzialmente sull'autonomia motoria e sull'attività quotidiana del paziente.

I disturbi dell'equilibrio e della stabilità nella deambulazione aumentavano progressivamente e si verificavano cadute periodiche. Per spostarsi in maggiore sicurezza il paziente ha iniziato a usare un bastone.

Contemporaneamente cresceva la rigidità dei movimenti, prevalentemente agli arti destri. La resistenza fisica diminuiva: il paziente riusciva a percorrere distanze sempre minori e si affaticava più rapidamente con lo sforzo abituale.

I cambiamenti non riguardavano solo la sfera motoria. I familiari hanno cominciato a notare che il paziente diventava meno attivo nella conversazione, prendeva la parola di propria iniziativa più di rado, interagiva meno con i propri cari ed era complessivamente meno coinvolto nella vita quotidiana.

Prima del trattamento

I problemi principali del paziente erano:

  • disturbo dell'equilibrio
  • instabilità nella deambulazione
  • episodi di caduta
  • necessità di usare il bastone
  • rigidità dei movimenti, più marcata a destra
  • riduzione della resistenza fisica
  • limitazione dell'attività motoria autonoma
  • riduzione dell'iniziativa generale
  • peggioramento dell'attività cognitiva
  • riduzione della comunicazione e dell'interazione con i familiari

Gli obiettivi principali del programma sono stati stabilizzare un quadro progressivo, preservare la mobilità autonoma e migliorare il più possibile l'attività motoria, cognitiva e sociale del paziente.

Il programma

Per il paziente è stato definito un programma combinato personalizzato di terapia cellulare, immunoregolatoria e neurorigenerativa.

Il programma comprendeva diverse direzioni complementari, rivolte a preservare la riserva funzionale del sistema nervoso, sostenere le funzioni motorie e successivamente attivare il paziente.

Dosaggi esatti, sequenza delle procedure e parametri tecnologici facevano parte di un protocollo interno individuale.

Una componente importante del successivo percorso è stata l'ampliamento graduale dell'attività fisica: al paziente sono state date indicazioni su esercizi regolari e su un'attività motoria autonoma commisurata alle sue possibilità del momento.

Decorso dopo il trattamento

Dopo il programma l'evoluzione positiva si è sviluppata per gradi, man mano che si ampliavano le possibilità funzionali del paziente.

Stabilizzazione della malattia

Uno dei risultati più importanti è stato l'arresto del precedente peggioramento clinico.

Nel periodo di osservazione successivo il paziente e i suoi familiari non hanno più rilevato un ulteriore declino costante delle funzioni motorie e cognitivo-comunicative.

Resistenza fisica

Uno dei primi cambiamenti evidenti è stato l'aumento della resistenza fisica.

Il paziente è diventato capace di mantenere l'attività più a lungo, di percorrere distanze maggiori e di affaticarsi meno con il carico quotidiano.

Questo ha permesso di aumentare gradualmente il volume dell'attività fisica autonoma.

Deambulazione

L'evoluzione positiva della deambulazione si è sviluppata per tappe.

Inizialmente il paziente ha cominciato a camminare di più da solo, continuando a usare il bastone per una maggiore stabilità.

Con l'aumentare della resistenza e della sicurezza nei movimenti ha iniziato a eseguire regolarmente gli esercizi consigliati.

In seguito la dipendenza dall'appoggio aggiuntivo si è ridotta al punto che il paziente ha smesso di usare abitualmente il bastone e ha cominciato a spostarsi senza di esso.

Per il paziente e la sua famiglia questo è diventato uno dei risultati funzionali più evidenti del trattamento.

Rigidità

È stata rilevata anche una riduzione della rigidità motoria.

I movimenti sono diventati più liberi ed è diminuita la sensazione di limitazione e di difficoltà nelle attività abituali.

Funzioni cognitive

I familiari hanno rilevato un'evoluzione positiva dell'attività cognitiva.

Il paziente è diventato più coinvolto in ciò che accade intorno a lui, reagisce più attivamente, mantiene meglio l'attenzione e mostra più iniziativa autonoma.

Comunicazione e attività sociale

Uno dei cambiamenti più evidenti per la famiglia è stato il miglioramento della comunicazione.

Prima del trattamento il paziente diventava sempre più chiuso e parlava molto meno con i familiari.

Dopo il programma è diventato più socievole, prende la parola di propria iniziativa più spesso, sostiene la conversazione più attivamente e interagisce di più con i propri cari.

Per la famiglia questo è stato percepito come il ritorno di una parte significativa della precedente vita sociale del paziente.

Esito

Dopo il programma individuale i risultati più significativi sono stati:

  • stabilizzazione e arresto della precedente progressione;
  • aumento della resistenza fisica
  • progressivo ampliamento della deambulazione autonoma
  • esecuzione degli esercizi fisici consigliati
  • riduzione progressiva della dipendenza dal bastone fino alla deambulazione senza appoggio;
  • riduzione della rigidità motoria
  • miglioramento delle funzioni cognitive
  • aumento dell'attività generale
  • netto miglioramento della comunicazione e dell'interazione con i familiari.

Particolarmente importante in questo caso è proprio la sequenza del recupero funzionale: dapprima il paziente ha cominciato a tollerare un carico maggiore e a camminare di più, poi è riuscito a eseguire più attivamente gli esercizi consigliati e successivamente ha ridotto sensibilmente la dipendenza dall'appoggio aggiuntivo negli spostamenti.

Parallelamente i cambiamenti positivi hanno riguardato la sfera cognitivo-comunicativa: il paziente è diventato più attivo, più coinvolto e più socievole, con un effetto sostanziale sulla sua autonomia quotidiana e sul rapporto con la famiglia.

Il caso è descritto sulla base della documentazione clinica del paziente e dell'osservazione nel periodo successivo al programma. Non vengono pubblicati dati personali. Il decorso della malattia e la risposta al trattamento variano da paziente a paziente.

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