Caso clinico 06

Stabilizzazione e miglioramento funzionale in una sindrome cerebellare progressiva

donna, 54 anni · Belgio

Una pedana propriocettiva e una coperta piegata su legno chiaro accanto alla finestra

Scheda paziente

Paziente
donna, 54 anni
Paese
Belgio
Diagnosi
sindrome cerebellare progressiva a eziologia non determinata, con interessamento prevalentemente assiale
Manifestazioni principali prima del trattamento
andatura atassica, marcata alterazione dell'equilibrio e della coordinazione, dismetria, disartria, ridotta resistenza, episodi di caduta, disturbi cognitivi riferiti
Terapia effettuata
protocollo individuale autologo cellulare e neurorigenerativo
Decorso dopo il trattamento
stabilizzazione clinica, miglioramento della coordinazione e delle funzioni cognitive

Anamnesi

Nell'arco di circa due anni le manifestazioni di disfunzione cerebellare della paziente sono progressivamente aumentate.

A peggiorare per primi sono stati l'equilibrio e la stabilità nella deambulazione. Con il tempo sono comparse le cadute, si è ridotta la distanza percorribile a piedi ed è comparsa una marcata affaticabilità. Si rilevavano inoltre disartria e disturbi della coordinazione dei movimenti. In uno dei referti neurologici erano descritti disturbi della memoria riferiti dalla paziente.

All'esame clinico si evidenziava una marcata sindrome cerebellare:

  • andatura atassica
  • marcata instabilità dell'equilibrio
  • dismetria
  • disartria
  • compromissione delle prove di coordinazione

Non si rilevavano invece deficit di forza obiettivabili né un marcato deficit sensitivo agli arti.

Alla RM successiva è stata evidenziata atrofia del ponte e di entrambi gli emisferi cerebellari, senza lesioni encefaliche focali progressive.

Le varianti genetiche più diffuse delle atassie spinocerebellari – SCA1, SCA2, SCA3, SCA6 e SCA7 – sono state escluse, per cui la ricerca di una causa ereditaria è proseguita.

Prima del trattamento

Al momento della presa in carico i problemi più rilevanti erano:

  • alterazione progressiva dell'equilibrio
  • andatura atassica
  • peggioramento della coordinazione dei movimenti
  • episodi di caduta
  • disartria
  • riduzione della resistenza fisica
  • affaticabilità rapida
  • disturbi riferiti sul versante cognitivo

La malattia aveva un andamento lentamente progressivo, per cui uno degli obiettivi principali era ottenere la stabilizzazione del quadro e preservare l'autonomia funzionale della paziente.

Il programma

Per la paziente è stato messo a punto un programma autologo personalizzato cellulare e neurorigenerativo.

Nella fase preparatoria sono stati eseguiti:

  • un prelievo di midollo osseo
  • un prelievo di sangue periferico per ottenere il suo materiale cellulare

Il programma comprendeva:

  • terapia cellulare autologa
  • impiego delle sue cellule T regolatorie
  • una componente cellulare sistemica
  • cellule mesenchimali neuroindotte
  • terapia esosomiale
  • due sedute di neuroterapia

Dosaggi esatti e parametri tecnici facevano parte di un protocollo interno individuale.

Una caratteristica importante di questo caso è stata la stretta collaborazione con il neurologo curante della paziente in Belgio. Durante il follow-up è stata svolta una consulenza congiunta a tre, con la paziente, il suo specialista di riferimento e la nostra équipe medica, che ha permesso di valutare insieme l'andamento clinico.

Decorso dopo il trattamento

Dopo il programma è stata rilevata una stabilizzazione clinica del quadro: il progressivo aumento dei disturbi neurologici osservato in precedenza non si è più manifestato nel periodo di follow-up.

Contemporaneamente sono comparsi miglioramenti funzionali.

Coordinazione

La paziente ha rilevato un miglioramento del controllo e della precisione dei movimenti.

I disturbi della coordinazione sono diventati meno marcati, i movimenti più sicuri ed è migliorata la stabilità nello svolgimento delle attività quotidiane.

Funzioni cognitive

È stata rilevata anche un'evoluzione positiva sul versante cognitivo: sono migliorate, per come le percepisce la paziente, la lucidità di pensiero, la concentrazione e la capacità di trattenere le informazioni.

Condizioni generali

Con la stabilizzazione del quadro neurologico la paziente ha cominciato a sentirsi funzionalmente più sicura, aspetto di particolare rilievo considerando l'andamento progressivo della malattia prima dell'inizio del programma.

Esito

I risultati più importanti di questo caso sono stati:

  • stabilizzazione di una malattia prima progressiva;
  • miglioramento delle funzioni di coordinazione
  • maggiore stabilità e controllo dei movimenti
  • miglioramento delle funzioni cognitive.

Particolarmente significativa in questo caso è stata la combinazione di un programma rigenerativo personalizzato con la collaborazione continuativa con il neurologo curante della paziente. Questo ha permesso di valutare il risultato non in modo isolato, ma nell'ambito di un follow-up neurologico completo e continuativo.

Il caso è descritto sulla base della documentazione clinica del paziente e dell'osservazione nel periodo successivo al programma. Non vengono pubblicati dati personali. Il decorso della malattia e la risposta al trattamento variano da paziente a paziente.